In le storie di LISM

Mi chiamo Diana, ho 38 anni e da circa 10 anni soffro di Sclerosi Multipla: Nel pieno della mia vita lavorativa, con grandi sogni e progetti per l’avvenire, ho dovuto ammettere che la mia vita è cambiata. Tutto da rifare! Tutto da ricominciare, una nuova vita con la mia amica Sclerosi Multipla.
Ho un bambino meraviglioso, ma a volte non riesce a capire che la sua mamma non può più giocare con lui come faceva prima, questo mi porta a sforzarmi più del dovuto per farlo contento, ma purtroppo il giorno dopo, la pago, perché mi ritrovo stanchissima, impossibilitata a muovermi, tutti i muscoli fanno male e a volte mi aiuta poco, anche la fisioterapia.
Purtroppo noi con la Sclerosi Multipla, non possiamo permetterci di fare gli eroi, ma è importante capire fino a che punto possiamo arrivare.
Rientrare nell’ordine di idee che qualcosa in noi è cambiato perché accettando, ogni cosa viene da se.
Per me devo dire che non è molto facile; Mio marito non ha ancora recepito cosa significa per me, stare dietro alla casa, al bambino e tutto il resto, lui pensa che io sia una sfaticata e spesso mi dice: – Non hai fatto nulla, com’ è possibile che sei così stanca? – vorrei dargli un pugno, ma non ho la forza nemmeno per quello. Non mi aspetto che gli altri possano capire, ma lui che ha vissuto questa mia disgrazia, non posso ammettere che non mi capisca. A volte penso che sia una scusa per lasciarmi…e credetemi non è facile, vivere con la paura che possa portarmi via il mio bambino che ho tanto desiderato.
Fortunatamente, ho trovato degli amici presso la L.I.S.M. che mi aiutano a superare i momenti difficili che giorno dopo giorno si susseguono e purtroppo quasi sempre negativi.
Quando parlo con la Presidente, mi rincuora e mentre io mi scuso di non riuscire ad essere positiva, perché mi riesce difficile, lei mi accarezza e dice: Non devi aver paura, tuo marito ti ama, si comporta così per spronarti, per non farti adagiare, ma non è quello che pensa, ho parlato con lui e non pensa lontanamente di lasciarti. Ogni volta, quasi mi vergogno, ma poi ricado nella paura.
Grazie a Dio ho mio figlio che riesce a farmi dimenticare con la sua gioia di vivere, così mi contagia per qualche momento.

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